Neurospicologa

COVID E DISTURBI COGNITIVI

By 15 Settembre 2021 No Comments

La rivista PLOS ONE ha pubblicato ad inizio 2021 i dati dell’impatto sulle funzioni cognitive nei pazienti ricoverati in terapia intensiva per infezione da Covid 19

Lo studio è stato condotto nell’Unità di Riabilitazione Disturbi Neurologici Cognitivi-Motori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele ed ha evidenziato la presenza di disturbi cognitivi nell’80% dei casi e la presenza di depressione (memoria, attenzione, orientamento) nel 40% dei casi.

CHI E’ PIU’ COLPITO?

I pazienti più colpiti dai disturbi cognitivi sono quelli ricoverati con il supporto solamente di una ventilazione non invasiva (ad es. casco CPAP) rimasti perciò coscienti.
I dati riportati dimostrano in modo certo la necessità di un intervento neuropsicologico riabilitativo precoce, partendo già da quando il paziente è ancora positivo al Covid-19, ma non più in fase acuta.

QUALI POTREBBERO ESSERE LE CAUSE?

Lo stress emotivo prolungato, i cambiamenti di ambiente connessi all’ospedalizzazione, il distacco dai familiari e l’età avanzata sembrano essere fattori rilevanti che influenzano negativamente lo stato cognitivo dei pazienti.

COME INTERVENIRE?

I risultati dello studio mostrano per la prima volta quanto frequentemente si possano osservare deficit cognitivi (a breve e a lungo termine) nei pazienti ricoverati e non. Poiché un numero elevato di pazienti mostra ancora disturbi cognitivi e sintomatologia depressiva a un mese di follow-up, viene da sé l’importanza di una diagnosi neuropsicologica e di training cognitivo precoci.
Sono di fondamentale importanza il supporto psicologico e il training cognitivo anche a lungo termine nel post-ricovero.

Se nel leggere questo articolo hai riconosciuto dei segnali a te familiari, contattaci per programmare una valutazione neuropsicologica.

Dott.ssa Giuditta Manfredi, Neuropsicologa di Remedia
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