Fisioterapista

Peace & Love

Trattamento delle Lesioni Traumatiche

By 20 Aprile 2021 No Comments

Subito dopo un trauma è importante proteggere (P) la struttura colpita facendo attenzione a ridurre i fattori di stress che causano dolore (diminuire il carico sull’arto infortunato o i movimenti della struttura interessata).

L’elevazione (E) della gamba ad un altezza superiore del cuore aiuta a ridurre il ristagno dei fluidi distali; non è consigliata l’assunzione di farmaci antinfiammatori (A) come ibuprofene, il diclofenac (Voltaren) o il naprossene in quanto rallentano la velocità di guarigione dei tessuti.

Anche l’applicazione del ghiaccio dovrebbe essere evitata. Un bendaggio compressivo (C) può essere utilizzato in caso di gonfiore.

In tutti i casi l’educazione (E) che il professionista sanitario deve svolgere rapidamente nei confronti del paziente sui pericoli della SOVRAMEDICAZIONE è molto importante in quanto si evitano trattamenti passivi ripetuti, indagini costose spesso non necessarie che potrebbero causare ansia e un eccessivo consumo di farmaci non essenziali.

Tutte queste buone pratiche cliniche da eseguire subito dopo il trauma sono riunite nell’acronimo
P.E.A.C.E.
Il tempo necessario alla ripresa di tutte le attività fisiche varia in base all’ entità dell’infortunio.

Durante questa fase si dovrebbero adottare le buone pratiche terapeutiche riunite dall’acronimo

L.O.V.E.

Il carico progressivo (L, Load), seguito da una graduale ripresa delle normali attività favorisce la guarigione stimolando i tessuti interessati. Occorre ricordare tuttavia che il dolore è una guida da seguire e bisogna evitare il suo aumento o un aumento del gonfiore grazie ad una buona QUANTIFICAZIONE DELLO STRESS MECCANICO.

Anche il cervello gioca un ruolo fondamentale nella guarigione; promuovere uno stato d’animo ottimista (O) influenza direttamente la percezione del dolore e la velocità del recupero, riducendo il rischio di sviluppare una patologia cronica.

A partire dal terzo giorno, si può iniziare un’attività cardiovascolare per favorire la vascolarizzazione (V) del tessuto interessato.
Gli esercizi devo essere indolori e svolti per una ventina di minuti, almeno una o due volte al giorno.
Per ottimizzare i meccanismi di guarigione, è consigliabile optare per un approccio attivo.

Gli esercizi (E) di rinforzo (per guadagnare forza), di flessibilità (per guadagnare ampiezza) e di equilibrio (per migliorare la propriocezione) devono essere parte integrante del trattamento per garantire un ritorno ottimale alla normalità.

PEACE & LOVE!!!!

Davide Zaninelli
Fisioterapista di Remedia

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